Venne arrisbigliato, a notti funna, da un gran catunio di vociate e di chianti che veniva dalla càmmara di mangiari. Ma era cosa stramma assà pirchì tanto le vociate quanto i chianti erano assufficati, squasiche chi stava facendo catunio non vulisse fari sentiri il catunio che stava facendo.
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Andrea Camilleri – Inseguendo un’ombra – Sellerio Editore Palermo
Dal grande tavolo al centro dello stanzone, tavolo di legno nero e massiccio ma oramai quasi avvallato al centro per il peso di enormi libri dalle rilegature unte e sfasciate per il troppo uso e di grandi candelabri dalle molteplici braccia, Nissim prende e solleva in alto con un gesto quasi ieratico un’elegante, piccola ampolla piena di un torbido liquido giallastro, tappata con un pezzetto di pala di ficodindia, e poi la depone con cautela tra le mani a coppa di suo figlio Samuel. Nissim ha la faccia solenne, quella che assume quando celebra i riti.
Andrea Camilleri – Gran circo Taddei e altre storie di Vigàta – Sellerio Editore Palermo
Nell’anni che furo ‘ntorno al milli e novecento e trenta, ‘na quinnicina di jorni prima di ogni cangio di stascione, ogni lunidì Ciccino Firrera, ‘ntiso «Becceggio», immancabilmenti arrivava a Vigàta col treno delle otto del matino che viniva da Palermo.
Andrea Camilleri – L’età del dubbio – Sellerio Editore Palermo
Aviva appena pigliato sonno doppo ‘na nuttata che pejo d’accussì nella so vita ne aviva avute rare, quanno l’arrisbigliò di colpo un trono che fu come ‘na cannonata sparata a cinco centilimetri dal so oricchio. Satò susuto a mezzo del letto, santianno. E accapì che il sonno non sarebbi cchiù tornato, inutili ristarisinni corcato. Si susì, annò alla finestra, taliò fora. Era un timporali con tutte le carti in regola, celo uniformementi pittato di nìvuro, lampi agghiazzanti, cavalloni quattro metri d’altizza, che s’avvintavano scotenno la granni criniera bianca. La mariggiata si era mangiata la pilaja, l’acqua arrivava sutta alla verandina. Taliò il ralogio, erano appena le sei del matino.
Andrea Camilleri – La prima indagine di Montalbano – Mondadori
I dù òmini che sinni stavano arriparati sutta la tettoia che era stata messa alla firmata, aspittando con santa pacienza l’arrivata della circolare notturna, macari senza acconoscersi si scangiarono un surriseddro pirchì da dintra di un grosso scatolone di cartone arrovisciato in un angolo proveniva un runfiulare accussì forte e persistente che manco una sega elettrica.
Andrea Camilleri – La piramide di fango – Sellerio Editore Palermo
Il botto del trono fu accussì forti che Montalbano non sulo vinni arrisbigliato scantatizzo di colpo, ma per picca non cadì dal letto per il gran sàvuto che aviva fatto.
Andrea Camilleri – Il birraio di Preston – Sellerio Editore Palermo
Era una notte che faceva spavento, veramente scantusa. Il non ancora decino Gerd Hoffer, ad una truniata più scatasciante delle altre, che fece trimoliare i vetri delle finestre, si arrisbigliò con un salto, accorgendosi, nello stesso momento che irrestibilmente gli scappava. Era storia vecchia, questa scappatina di pipì: i medici avevavno diagnosticato che il picciriddo era lento d’incascio, cioè di reni, fin dalla nascita e che quindi era naturale che si liberasse a letto. Ma il padre, l’ingegnere minerario Fridolin Hoffer, da quell’orecchio mai aveva voluto sentirci, non si dava pace d’aver messo al mondo un figlio tedesco di scarto, e quindi sosteneva che non si trattava di cure ma di kantiana educazione della volontà, per cui ogni mattina che Dio mandava in terra si metteva a ispezionare, sollevando coperta o lenzuolo a seconda di stascione, il letto del figlio e, infilata la mano inquisitoria, al subito immancabile vagnaticcio reagiva con una potente timbulata al bambino la cui guancia colpita a vista d’occhio pigliava a gonfiarsi come un muffoletto di pane ad opera del lievito di birra.
Andrea Camilleri – L’intermittenza – Mondadori
Fu allora che ebbe lacerante certezza della prossimità della sua morte.
Andrea Camilleri – La rizzagliata – Sellerio Editore Palermo
“Assolutamente no!” sclamò Michele Caruso, il direttore. “Vorrei chiarirti…” insisti Alfio Smecca, redattore capo e conduttore del notiziario regionale di prima serata. “Non hai niente da chiarirmi, Alfio”. “Ma è ‘na pura e semplici notizia di cronaca, Miche! “. “Quanto sei ‘nnuccintuzzo, Alfiù! Tiè, mozzica il ditino!”. “Non capisco, Miche”. “Ma come, avrebbero mandato un avviso di garanzia al figlio dell’onorevole Caputo e tu me la chiami ‘na pura e semplici notizia di cronaca?”. “Pirchì, non lo è ‘na notizia di cronaca?”. “Certo che lo è! Ma sto sforzannomi di farti capire che non è né pura né semplici! E tu lo sai benissimo! Perciò la conclusione è che ti sei completamenti rincoglionito”. “Ti faccio notare che stai esercitando una censura assolutamente indebita. Non solo buchi una notizia, ma ci fai perdere uno scoop dato che noi siamo i primi a sapere che…”. “Ti metti a parlari in taliàno, ora? Mi voglio perdere lo scoop, va bene ? La notizia la passo, non la censuro, ma nell’ultimo notiziario”.
Andrea Camilleri – Morte in mare aperto – Sellerio Editore Palermo
Stavano parlanno del cchiù e del meno, assittati supra alla verandina, quanno Livia, tutto ‘nzemmula, si nni niscì con ‘na frasi che sorprinnì a Montalbano.
Andrea Camilleri – Il campo del vasaio – Sellerio Editore Palermo
L’arrisbigliò una tuppiata forte e insistente alla porta di casa, tuppiavano alla dispirata, con la mano e con i pedi, ma curiosamente non sonavano il campanello. Taliò verso la finestra, dalla persiana ‘nserrata non filtrava lume d’alba, fora era ancora scuro fitto. O meglio, dalla finestra ogni tanto arrivava un lampo tradimentoso che agghiazzava la càmmara seguito da una truniata che faciva vibrare i vetri; il temporale che aviva principiato il jorno avanti continuava sempre cchiù ‘ncaniato. Però, cosa stramma, non si sintiva la rumorata del mari grosso che doviva essersi mangiato la spiaggia arrivando fino a sutta alla verandina.
Andrea Camilleri – L’odore della notte – Sellerio Editore Palermo
La persiana della finestra spalancata sbattì tanto forte contro il muro che parse una pistolettata e Montalbano, che in quel priciso momento si stava sognando d’essiri impegnato in un conflitto a fuoco, s’arrisbigliò di colpo sudatizzzo e, ‘nzemmula, agghiazzato dal friddo. Si susì santiando e corse a chiudere. Tirava una tramontana accussì gelida e determinata che, invece di ravvivare i colori della matinata, come sempre aveva fatto, stavolta se li portava via cancellandoli a metà e lasciando le sinopie, o meglio, tracce splàpite come quelle di un acquerello dipinto da un dilettante in libera uscita domenicale.
Andrea Camilleri – La setta degli angeli – Sellerio Editore Palermo
«Se i signori soci vogliono prestare un momento d’attenzione» fici don Liborio Spartà, presidenti del circolo «Onore & Famiglia», «vorrei aprire l’urna e procedere al conteggio delle palline».
Esmahan Aykol; Andrea Camilleri; GianMauro Costa; Marco Malvaldi; Antonio Manzini; Francesco Recami – Capodanno in giallo – Sellerio Editore Palermo
Trasenno ‘n commissariato, Montalbano s’addunnò con sorprisa che Catarella non era al sò posto nel centralino, pirchì quanno era ‘n sirvizio non si cataminava da quello sgabuzzino che era il sò quartiere ginirali.
Andrea Camilleri – Il cane di terracotta – Sellerio Editore Palermo
A stimare da come l’alba stava appresentandosi, la iurnata s’annunziava certamente smèusa, fatta cioè ora di botte di sole incaniato, ora di gelidi stizzichii di pioggia, il tutto condito da alzate improvvise di vento. Una di quelle iurnate in cui chi è soggetto al brusco cangiamento di tempo, e nel sangue e nel ciriveddro la patisce, capace che si mette a svariare continuamente opinione e di direzione, come fanno quei pezzi di lattone, tagliati a forma di bannèra o di gallo, che sui tetti ruotano in ogni senso ad ogni minima passata di vento.
Andrea Camilleri – La caccia al tesoro – Sellerio Editore Palermo
Che Gregorio Palmisano e so’ soro Caterina erano pirsone chiesastre fin dalla prima gioventu’, era cosa cognita in tutto il pai’si. Non si pirdivano ‘na funzioni matutina o sirali, ‘na santa missa, un vespiro, e certi volte annavano in chiesa macari senza un pirchi’, sulo che ne avivano gana. Il liggero profumo di ‘ncenso che stagnava nell’aria doppo la missa e l’aduri della cira delle cannile era per i Palmisano meglio del sciauro del ragu’ per uno che non mangiava da deci jorni.
Andrea Camilleri – La stagione della caccia – Sellerio Editore Palermo
Il pacchetto a vapore che faceva navetta postale da Palermo, il «Re d’Italia» – ma dai siciliani testardamente contiunato a chiamare «Franceschiello» per un miscuglio di abitudine, luffarìa e omaggio al re borbone che aveva istituito il servizio – attraccò, spaccando il minuto, alle due del dopopranzo del capodanno del 1880, nel porto di Vigàta.
Andrea Camilleri – Il tuttomio – Mondadori
Giulio la sveglia sfiorandole appena un orecchio con le labbra e le sussurra: «Ari, ti saluto, devo andare.»
Andrea Camilleri – Il casellante – Sellerio Editore Palermo
Il treno a scartamento ridotto che si partiva dalla stazioni nica nica di Vigàta-Cannelle diretto a Castellovitrano, ultimo paisi sirvuto dalla linea, ci mittiva chiossà di ‘na mezza jornata per arrivari a distinazioni, dato che le firmate previste erano squasi ‘na vintina, a non considerari quelle impreviste dovute a traversamenti di mannare di crape e pecori opuro a qualiche vacca che pinsava bono d’addrummiscirisi ‘n mezzo alle rotaie. I treni in servizio erano come a dù frati gemelli: la locomotiva a carbone col tender che trainava tri vitture passiggeri ognuna con una speci di verandina che di stati viniva addotata di tendine laterali colorate a strisce virdi e rosse per arripararisi dal sole.
Andrea Camilleri – La concessione del telefono – Sellerio Editore Palermo
A Sua Eccellenza Illustrissima Vittorio Parascianno Prefetto di Montelusa Vigàta li 12 giugno 1891 Eccellenza, il sottoscritto GENUARDI Filippo, fu Giacomo Paolo e di Posacane Edelmira, nato a Vigàta (provincia di Montelusa), alli 3 del mese di settembre del 1860 e quivi residente in via dell’Unità d’Italia n. 75, di professione commerciante in legnami, desidera venire a conoscenza degli atti occorrenti per ottenere la concessione di una linea telefonica per uso privato. Gratissimo per la benigna attenzione che la V.E. vorrà dedicare alla richiesta, si professa devot.mo in fede. Genuardi Filippo
