Il piccolo soldato apparteneva alla Quinta del Biberòn, la leva dei ragazzini reclutati quando ormai non erano più rimasti né giovani né vecchi per la guerra.
Tensing, il monaco buddhista, e il suo discepolo, il principe Dil Bahadur, avevano scalato per giorni interi le alte vette dell’Himalaya, la regione dei ghiacci perenni dove, nel corso della storia, solo pochi lama hanno messo piede.
Mi pento delle diete, dei piatti rifiutati per vanità, come mi rammarico di tutte le occasioni di fare l’amore che ho lasciato correre per occuparmi di lavori in sospeso o per virtù puritana.
Andavano per le vie dell’ovest senza fretta e senza meta precisa, mutando rotta secondo il capriccio di un istante, al segnale premonitore di uno stormo di uccelli, alla tentazione di un nome ignoto.
Ti toglievi la fascia dalla vita, ti strappavi i sandali, gettavi in un angolo l’ampia gonna, era di cotone, mi sembra, e scioglievi il nodo che ti stringeva i capelli in una coda.
Il primo giorno di sole fece evaporare l’umidità accumulata sulla terra dai mesi invernali e riscaldò le fragili ossa degli anziani, cui fu possibile passeggiare lungo i sentieri ortopedici del giardino.