A Sua Eccellenza Illustrissima Vittorio Parascianno Prefetto di Montelusa Vigàta li 12 giugno 1891 Eccellenza, il sottoscritto GENUARDI Filippo, fu Giacomo Paolo e di Posacane Edelmira, nato a Vigàta (provincia di Montelusa), alli 3 del mese di settembre del 1860 e quivi residente in via dell’Unità d’Italia n. 75, di professione commerciante in legnami, desidera venire a conoscenza degli atti occorrenti per ottenere la concessione di una linea telefonica per uso privato. Gratissimo per la benigna attenzione che la V.E. vorrà dedicare alla richiesta, si professa devot.mo in fede. Genuardi Filippo
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Andrea Camilleri – La tripla vita di Michele Sparacino – Rizzoli
Michele Sparacino vinni alla luce alla mezzanotti spaccata tra il tri e il quattro di ghinnaro del milli e ottocento e novantotto.
Andrea Camilleri – La banda Sacco – Sellerio Editore Palermo
Nell’anni della secunna mità dell’Ottocento, Luigi Sacco è solo uno svelto e sperto picciotteddro che travaglia campagne campagne come jornatante agricolo stagionale nelle terre vicine a Raffadali, il paese indove che è nato.
Andrea Camilleri – Il corso delle cose – Sellerio Editore Palermo
– Che tramonto bello! – fece il maresciallo Corbo scostando per un attimo il fazzoletto che teneva premuto sul naso. – Ce ne sono, dalle parti tue, tramonti così? – Il carabiniere Tognin avrebbe voluto rispondere di sì a parole, dire che dalle parti sue forse ce n’erano di meglio, ma era di Venezia, a certi spettacoli non era ancora abituato e sentiva di tanto in tanto uno strizzone di vomito che gli contraeva lo stomaco. Fece solo un cenno affermativo con la testa.
Andrea Camilleri – La danza del gabbiano – Sellerio Editore Palermo
Fu verso le cinco e mezza del matino che non ce la fici cchiù a ristarisinni corcato coll’occhi sbarracati a taliare il soffitto. Era ‘na cosa che gli era principiata con le vicchiaglie: di solito, passata la mezzanotti, si stinnicchiava a letto, liggiva ‘na mezzorata, appena che la vista accomenzava a fargli pupi pupi chiuiva il libro, astutatava la luci del commodino, pigliava la posizioni giusta, che era di corcarsi supra al scianco destro, le ghinocchia piegate, la mano dritta aperta a palmo in su supra il cuscino e la guancia appuiata alla mano, ‘nisrrava l’occhi e di colpo d’addrummisciva.
Andrea Camilleri – La vampa d’agosto – Sellerio Editore Palermo
Stava dormenno che manco le cannonate l’avrebbero arrisbigliato. O meglio: le cannonate no, ma lo squillo del telefono sì. Un omo che ai jorni nostri campa in un paìsi civilizzato come il nostro (ah ah) se percepisce nel mezzo del sonno botte di cannonate, certamente le scangia per truniata di temporale, spari per la festa del santo patrono o spostamento di mobili da parte di quei garrusi che abitano al piano di supra e continua bellamente a dormiri. Ma lo squillo del telefono, la marcetta del cellulare, il campanello della porta, quelle no, quelle sono tutte rumorate di richiamo al quale l’omo civilizzato (ah ah) non può fari altro che assumare dalle profondità del sonno e arrispunniri.
Andrea Camilleri – La bolla di Componenda – Sellerio Editore Palermo
«Travagliari» – o meglio «travagghiari» – in siciliano significa semplicemente lavorare, senza fare differenza tra lavoro pesante, spaccareni, e lavoro leggero, di sola testa e magari di piacimento.
Andrea Camilleri – Il gioco degli specchi – Sellerio Editore Palermo
Era da minimo dù ure che sinni stava assittato, completamenti nudo come Dio l’aviva fatto, supra a ‘na speci di seggia che assimigliava perigliosamente a ‘na seggia lettrica, ai polsi e alle cavigli gli avivano attaccato dei braccialetti di ferro dai quali si partivano ‘na gran quantità di fili che annavano a finiri dintra a un armuàr di mitallo tutto dicorato all’esterno di quatranti, manometri, amperometri, barometri e lucette virdi, russe, gialle e cilestri che s’addrumavano e s’astutavano ‘n continuazioni.
Andrea Camilleri – La forma dell’acqua – Sellerio Editore Palermo
Lume d’alba non filtrava nel cortiglio della ‘Splendor’, la società che aveva in appalto la nettezza urbana di Vigàta, una nuvolaglia bassa e densa cummigliava completamente il cielo come se fosse stato tirato un telone grigio da cornicione a cornicione, foglia non si cataminava, il vento di scirocco tardava ad arrisbigliarsi dal suo sonno piombgno, già si faticava a scangiare parole.
Andrea Camilleri – La voce del violino – Sellerio Editore Palermo
Che la giornata non sarebbe stata assolutamente cosa il commissario Salvo Montalbano se ne fece subito persuaso non appena raprì le persiane della càmmara da letto. Faceva ancora notte, per l’alba mancava perlomeno un’ora, però lo scuro era già meno fitto, bastevole a lasciar vedere il cielo coperto da dense nuvole d’acqua e, oltre la striscia chiara della spiaggia, il mare che pareva un cane pechinese.
Andrea Camilleri – La rivoluzione della luna – Sellerio Editore Palermo
La siduta del Sacro Regio Consiglio che il Viciré don Angel de Guzmán, marchisi di Castel de Roderigo, tiniva a Palazzo ogni matina di mircoldì alle deci spaccate, macari quel jorno, che era il tri di settembriro del milli e seicento e sittantasetti, accomenzò come a ‘u solito, seguenno ‘na procidura rigidamenti stabilita.
Andrea Camilleri – Il gioco della mosca – Sellerio Editore Palermo
A BADDRUZZA O’ PAPA’ La pallina al papà. A commentare un’azione che può apparire disinteressata, altruista, ma che in realtà è assai redditizia per chi la compie.
Andrea Camilleri – La gita a Tindari – Sellerio Editore Palermo
Che fosse vigilante, se ne faceva capace dal fatto che la testa gli funzionava secondo logica e non seguendo l’assurdo labirinto del sogno, che sentiva il regolare sciabordìo del mare, che un venticello di prim’alba trasìva dalla finestra spalancata. Ma continuava ostinatamente a tenere gli occhi inserrati, sapeva che tutto il malumore che lo maceriava dintra sarebbe sbommicato di fora appena aperti gli occhi, facendogli fare o dire michiate delle quali doppo avrebbe dovuto pentirsi.
Andrea Camilleri – Le ali della sfinge – Sellerio Editore Palermo
Ma indove erano andate a finire quelle prime matinate nelle quali, appena arrisbigliato, si sentiva attraversato da una speci di correnti di filicità pura, senza motivo?
Andrea Camilleri – Un covo di vipere – Sellerio Editore Palermo
Che la ‘ntricata foresta dintra alla quali lui e Livia si erano vinuti ad arritrovari, senza sapiri né pircome né pirchì, fosse virgini non c’era nisciun dubbio pirchì ‘na decina di metri narrè avivano viduto un cartello di ligno ‘nchiovato al tronco di un àrbolo supra il quali ci stava scrivuto con littre marchiate a foco: foresta vergine.
Andrea Camilleri – Il giro di boa – Sellerio Editore Palermo
Nuttata fitusa, ‘nfami, tutta un arramazzarsi, un votati e rivotati, un addrummisciti e un arrisbigliati, un susiti e un curcati.
Andrea Camilleri – La luna di carta – Sellerio Editore Palermo
La sveglia sonò, come tutte le mattine da un anno a ’sta parti, alle setti e mezza. Ma lui si era arrisbigliato una frazione di secunno prima dello squillo, era abbastato lo scatto della molla che mittiva in moto la soneria. ebbe perciò , prima di satare dal letto, il tempo di girare, l’occhi alla finestra, dalla luce accapì che la jornata s’appresentava bona, senza nuvoli. Doppo, il tempo fu appena bestevole per pripararsi il cafè, vivirisinni una cicarata, andare a fari i sò bisogni, farisi la varva e la doccia, vivirisi n’autra cicarata, addrumarisi una sicaretta, vistirisi, nisciri fora, mittirisi in machina, arrivari alle novi in commissariato: il tutto con la velocità di una comica di Ridolini i di charlot. Fino a un anno avanti, la procedura dell’arrisbigliata matutina aviva invece caminato secunno regole diverse e, soprattutto, senza affanno e senza cerrute da centometrista.
Andrea Camilleri – Le pecore e il pastore – Sellerio Editore Palermo
Il bosco che c’era tra Santo Stefano e Cammarata, a quasi mille metri d’altizza, era un tempo accussì selvaggio et aspro e forte che la luce del sole non ce la faciva a passare attraverso il fitto del fogliame e chi ci si avventurava non arrisciva più a distinguere se era jorno o se era notte. I primi arabi conquistatori lo chiamarono koschin, che veni a dire loco oscuro. Po’ a picca a picca, il nome si cangiò in Quisquina.
Andrea Camilleri – L’altro capo del filo – Sellerio
Si nni stavano assittati nel balconcino di Boccadasse. mutangheri, a godirsi la friscura della sirata.
Andrea Camilleri – Un mese con Montalbano – Mondadori
Annibale Verruso ha scoperto che sua moglie gli mette le corna e vuole farla ammazzare. Se la cosa càpita, la responsabilità è vostra!
