Paola Mastrocola – Non so niente di te – Einaudi

Erano seduti al tavolino d’angolo della piccola caffetteria di Broad Street, in vetrina; lui con un giaccone grigio, il colorito pallido appena un poco arrossato dall’aria del mattino e i capelli candidi ancora folti; lei con un montone dai risvolti crema, gli occhiali cerchiati d’oro a metà del naso.

Paola Mastrocola – Facebook in the rain – Guanda

In un piccolo paese del centro Italia, addossato agli Appennini ma non troppo, a un certo punto si produsse un fatto così strano che la gente diceva: non ci posso credere, e andava avanti e indietro sotto le finestre incriminate, anche il giorno dopo e quello dopo ancora, prima di capire come poteva funzionare un marchingegno tale, e chi lo aveva costruito, sempre che qualcuno lo avesse costruito e non fosse invece opera del diavolo.

Paola Mastrocola – Togliamo il disturbo – Guanda

C’era un geniale programma della Rai, si chiamava Specchio segreto e andò in onda nel 1965, poi in replica nel 1977: veniva piazzata una telecamera nascosta, e un attore interagiva con persone comuni che non sapevano di essere riprese. Il risultato erano scenette comicissime, scanzonate e surreali. Ad esempio quella in cui il regista Nanni Loy entrava in un bar, faceva finta di essere uno come gli altri, prendeva una brioche al banco e, con fare indifferente, la intingeva nel cappuccino dell’ignaro avventore che gli stava accanto.