Sebastiano Vassalli – Io, Partenope – Rizzoli

Io, Partenope, sono nata a Sepino nelle montagne del Molise, quarta di cinque figli, da un mastro Cola contadino senza terra, cioè bracciante, e da una comare Abbondanza che era l’esatto contrario del suo nome, il ritratto della miseria: grande di statura e ossuta e vestita sempre di nero come la maggior parte delle donne che vivono in quei paesi.

Sebastiano Vassalli – Le due chiese – Einaudi

Tutto incomincia con quattro spari che riecheggiano nel silenzio della montagna.
Tutto incomincia con un corpo immobile nella neve macchiata di sangue, e con un pezzo di latta: forse una spilla, che qualcuno ha buttato su quel corpo. Sulla spilla, che verrà conservata a lungo nei depositi di un tribunale, come «firma» dell’assassino e quindi anche come elemento fondamentale per le indagini, si leggono, stampate in rilievo, le parole:
«Non più servi non più padroni».

Sebastiano Vassalli – Stella avvelenata – Einaudi

Il giorno che partì per andare in Francia, col suo fagotto di tela su una spalla e la mantellina nera da chierico con la croce di legno sul petto, Leonardo Sacco non immaginava che, quando sarebbe tornato nella sua città di Casale, nessuno lo avrebbe riconosciuto né si sarebbe ricordato di lui; che non avrebbe più avuto nemmeno un parente e nemmeno un amico, di tanti che se ne stava lasciando alle spalle, e che gli sarebbe stato tolto perfino il nome.

Sebastiano Vassalli – La notte del lupo – Baldini & Castoldi

I pellegrini della Pasqua e gli altri viandanti che si trovavano sulla strada tra Bethania e Gerusalemme, quella mattina dell’8 Nisan di un anno perduto tra le nebbie del tempo — gli Ebrei pensavano che fosse il tremilasettecentonovantesimo dalla creazione del mondo, ma la faccenda non era poi così certa — si fermavano e, in qualche caso, si spostavano per lasciar passare una carovana di viaggiatori e di animali da soma, preceduta da alcuni giovani che correvano da un lato all’altro della carreggiata, gridando come invasati:
«Osanna, osanna! Rendete omaggio a Yoshua Ha-Nozri, Gesù Lo Straniero, che va a Gerusalemme per predicare nel Tempio! Ascoltate la voce del Messia e seguite i suoi insegnamenti! Osanna a Yoshua!»

Sebastiano Vassalli – Cuore di pietra – CDE

Quando gli operai tolsero le grate di canne e demolirono le impalcature, nel sole ancora caldo di una bella giornata di settembre, la nuova casa apparve finalmente com’era, troppo grande e troppo bianca rispetto al resto della città e alle casupole che la circondavano.

Sebastiano Vassalli – La chimera – Einaudi

Nella notte tra il 16 e il 17 gennaio 1590, giorno di Sant’Antonio abate, mani ignote deposero sul torno, cioè sulla grande ruota in legno che si trovava all’ingresso della Casa di Carità di San Michele fuori le mura, a Novara, un neonato di sesso femminile, scuro di occhi, di pelle e di capelli: per i gusti dell’epoca quasi un mostro.

Sebastiano Vassalli – La notte della cometa – Einaudi

Marradi, settembre 1983. Il dépliant del Ristorante Albergo Lamone, dove alloggio da una settimana, dice: «Albergo modernamente attrezzato. Cucina tradizionale e genuina. Specialità gastronomiche tosco-romagnole. Servizio accurato per matrimoni, banchetti, comitive ecc. Cacciagione, trote, funghi, pecorino marradese, torta di marroni. Vini tipici tosco-romagnoli».

Sebastiano Vassalli – Mareblù – Mondadori

Tutte le mattine da trent’anni cioè da quando sono guardiano del camping Mareblù io mi alzo col sole o prima del sole alle ore sei antimeridiane circa aprendo immediatamente la finestra della mia camera, tiro su la tapparella e saluto i ritratti, alt. Devo spiegare i ritratti.