Tag: Simonetta Agnello Hornby
Simonetta Agnello Hornby – Punto pieno – Feltrinelli
Simonetta Agnello Hornby – Piano nobile – Feltrinelli
Simonetta Agnello Hornby – La Mennulara – nuova edizione rivista e accresciuta – Feltrinelli
Simonetta Agnello Hornby – Nessuno può volare – Feltrinelli
Simonetta Agnello Hornby – Camera oscura – Skira
Stridio di freni, sfrigolio di ruote sulle rotaie, poi lenti sbuffi di vapore e infine il fischio acuto del capostazione – il direttissimo Londra-Oxford delle dodici e dieci s’era fermato ansante al binario numero due, i vagoni di prima classe perfettamente allineati davanti alle vetrate dell’atrio della stazione.
Simonetta Agnello Hornby – Vento scomposto – Feltrinelli
Le uscite di Victoria Station erano bloccate dal flusso dei pendolari che si riversavano dai treni e spingevano compatti verso l’esterno.
Simonetta Agnello Hornby – Boccamurata – Feltrinelli
Il cane graffiava contro la porta a vetri.
Simonetta Agnello Hornby – La zia marchesa – Feltrinelli
Amalia Cuffaro aveva finito di imboccare Pinuzza con la poltiglia di pane duro e latte di capra.
Simonetta Agnello Hornby – La Mennulara – Feltrinelli
Il dottor Mendicò improvvisamente si sentì stanchissimo, con le gambe indolenzite e le braccia formicolanti.
Simonetta Agnello Hornby – Caffè amaro – Feltrinelli
Alta e lucida come il carro di santa Rosalia, la Isotta Fraschini saliva rombando lungo la via Grande, una strada che attraversava il paese di Camagni.
Simonetta Agnello Hornby – Il veleno dell’oleandro – Feltrinelli
Il doppio corteo funebre si snoda lungo le strade di Pezzino e rallenta davanti alla chiesa del Purgatorio.
Simonetta Agnello Hornby – Via XX Settembre – Feltrinelli
Credevo che sarebbe stato difficile mettere mano a questo libro dopo la morte di mia madre.
Simonetta Agnello Hornby – Un filo d’olio – Sellerio Editore Palermo
Il trasloco a Mosè avveniva in più riprese. Di prima mattina Paolo, l’autista, caricava sulla jeep valigie, pacchi e detersivi e portava in avanscoperta Filomena e Caterina perché pulissero la casa e sistemassero le provviste nel riposto prima del nostro arrivo, nel pomeriggio. Il tragitto da Agrigento, dove abitavamo, alla nostra casa di campagna, in contrada Mosè, era breve – non più di venti minuti – e Paolo ritornava in città dopo colazione per fare un secondo carico e prendere gli altri tre passeggeri: Julinka, o Giuliana, come la chiamavamo noi, la bambinaia ungherese; Francesca, sorella di Filomena e cameriera «fine» di mamma rimasta a casa per servire a tavola i miei genitori; e io. La jeep avrebbe seguito la Lancia 1700 – un copué amaranto, il solo in tutta Agrigento – guidata da papà, con accanto mamma che teneva in braccio mia sorella Chiara.
Simonetta Agnello Hornby – La monaca – Feltrinelli
La luce soffice del mattina entrava dal lucernario e si diffondeva in basso, esaltando il marmo rosato della scala barocca. ‘Allestitevi, don Totò!’ gridava Annuzza. In punta di piedi, si sporgeva dalla balaustra e accompagnava le parole con ampi gesti: ‘Allestitevi, Sua Eccellenza vi aspetta!’. Il cameriere reggeva tra le braccia una grande cesta a fondo largo, coperta da un panno pesante. Ansava a ogni scalino, ma non rallentava, il profumo di pane caldo, olio d’oliva, sarde salate e origano bruciato dava vigore alle sue ginocchia logore.





