Andrea Camilleri – La stagione della caccia – Sellerio Editore Palermo

Il pacchetto a vapore che faceva navetta postale da Palermo, il «Re d’Italia» – ma dai siciliani testardamente contiunato a chiamare «Franceschiello» per un miscuglio di abitudine, luffarìa e omaggio al re borbone che aveva istituito il servizio – attraccò, spaccando il minuto, alle due del dopopranzo del capodanno del 1880, nel porto di Vigàta.

Andrea Camilleri – La vampa d’agosto – Sellerio Editore Palermo

Stava dormenno che manco le cannonate l’avrebbero arrisbigliato. O meglio: le cannonate no, ma lo squillo del telefono sì. Un omo che ai jorni nostri campa in un paìsi civilizzato come il nostro (ah ah) se percepisce nel mezzo del sonno botte di cannonate, certamente le scangia per truniata di temporale, spari per la festa del santo patrono o spostamento di mobili da parte di quei garrusi che abitano al piano di supra e continua bellamente a dormiri. Ma lo squillo del telefono, la marcetta del cellulare, il campanello della porta, quelle no, quelle sono tutte rumorate di richiamo al quale l’omo civilizzato (ah ah) non può fari altro che assumare dalle profondità del sonno e arrispunniri.

Mordecai Richler – La versione di Barney – Adelphi

Tutta colpa di Terry. E’ lui il mio sassolino nella scarpa. E se proprio devo essere sincero, è per togliermelo che ho deciso di cacciarmi in questo casino, cioè di raccontare la vera storia della mia vita dissipata. Fra l’altro mettendomi a scribacchiare un libro alla mia veneranda età violo un giuramento solenne, ma non posso non farlo.

Andrea Camilleri – La voce del violino – Sellerio Editore Palermo

Che la giornata non sarebbe stata assolutamente cosa il commissario Salvo Montalbano se ne fece subito persuaso non appena raprì le persiane della càmmara da letto. Faceva ancora notte, per l’alba mancava perlomeno un’ora, però lo scuro era già meno fitto, bastevole a lasciar vedere il cielo coperto da dense nuvole d’acqua e, oltre la striscia chiara della spiaggia, il mare che pareva un cane pechinese.

Andrea Camilleri – Le pecore e il pastore – Sellerio Editore Palermo

Il bosco che c’era tra Santo Stefano e Cammarata, a quasi mille metri d’altizza, era un tempo accussì selvaggio et aspro e forte che la luce del sole non ce la faciva a passare attraverso il fitto del fogliame e chi ci si avventurava non arrisciva più a distinguere se era jorno o se era notte. I primi arabi conquistatori lo chiamarono koschin, che veni a dire loco oscuro. Po’ a picca a picca, il nome si cangiò in Quisquina.

Gianrico Carofiglio – Le perfezioni provvisorie – Mondolibri

Tutto cominciò con un’innocua telefonata di un vecchio compagno di università. Sabino Fornelli fa l’avvocato civilista. Quando un suo cliente ha un problema penale, lui chiama me, mi passa il caso e poi non vuole saperne più niente. Come molti civilisti, pensa che gli uffici giudiziari penali siano posti malfamati e pericolosi, e preferisce tenersene alla larga. Un pomeriggio di marzo, mentre ero impegnato a studiare un ricorso che avrei dovuto discutere il giorno dopo in cassazione, Sabino Fornelli mi chiamò. Erano parecchi mesi che non ci sentivamo. «Ciao Guerrieri, come stai?». «Bene, e tu?».

Valeria Parrella – Lettera di dimissioni – Einaudi

In fondo per quello che ne sapevo io la nonna Franca era arrivata in città solo nel 1914, mediana di vari figli. Lei si chiamava Cechov di cognome, e tutti i segni ne portava in quel viso da vecchia che io ricordo bene, talvolta nei miei sogni, con un naso come una pallina e le sopracciglia folte, gli occhi piccoli a proteggersi dalla tormenta delle notti russe.

Benedetta Cibrario – Lo scurnuso – Feltrinelli

Tommaso Iannacone si svegliò innervosito dal dolore alle mani che peggiorava di mese in mese. Aveva dormito malissimo e si era rigirato sul pagliericcio tutta la notte, addormentandosi una mezza dozzina di volte per risvegliarsi subito dopo – o almeno così gli era sembrato -, ogni volta più stanco più avvilito.

Yukio Mishima – Mishima – Mondadori

«Dormi bene, caro.» La madre chiuse a chiave dall’esterno la camera di Noboru. Chissà cosa pensava di fare nel caso fosse scoppiato un incendio: certo si riprometteva di riaprirla subito. E se, a causa del calore, il legno si fosse ingrossato e la vernice fosse colata nella toppa della serratura? Scappare dalla finestra? Ma il terreno di sotto era lascricato e il secondo piano di quella casa allampanata disperatamente alto. Yukio Mishima – Il sapore della gloria

Alessandro Baricco – Mr Gwyn – Feltrinelli

Mentre camminava per Regent’s Park – lungo un viale che sempre sceglieva, tra i tanti – Jasper Gwyn ebbe d’un tratto la limpida sensazione che quanto faceva ogni giorno per guadagnarsi da vivere non era più adatto lui. Già altre volte lo aveva sfiorato quel pensiero, ma mai con simile pulizia e tanto garbo.

Cormac McCarthy – Non è un paese per vecchi – Einaudi

Un ragazzo ho mandato alla camera a gas di Huntsville. Uno e soltanto uno. Su mio arresto e mia testimonianza. Sono andato a trovarlo due o tre volte. Tre volte. L’ultima volta il giorno dell’esecuzione. Non ero tenuto ad andarci, ma ci sono andato lo stesso. E non avevo certo voglia. Aveva ammazzato una ragazzina di quattordici anni e posso dirvi subito che non ho mai avuto questa gran voglia di andarlo a trovare né tantomeno di assistere all’esecuzione però ci sono andato lo stesso. I giornali scrissero che era un crimine passionale e lui mi disse che la passione non c’entrava niente. Lui con quella ragazzina ci usciva insieme, anche se era così piccola. Il ragazzo aveva diciannove anni. E mi disse che da quando si ricordava aveva sempre avuto in mente di ammazzare qualcuno.

Margherita Hack; Viviano Domenici – Notte di stelle –

Tutte le sere, quando si apre il sipario della notte, nel cielo nero si accendono le stelle e inizia lo spettacolo che da millenni mette in scena storie in cui si muovono eroi dotati di superpoteri, mostri e ibridi da fantascienza, fancliulle più divine che terrestri: tutti impegnati in un repertorio d’amori e d’avventure ai confini della realtà.

Marco Malvaldi – Odore di chiuso – Sellerio Editore Palermo

L’aspetto della collina di San Carlo dipende principalmente dall’ora della giornata. Di mattina, il sole si alza alle spalle del colle; e poiché il castello è stato costruito un po’ sotto la sommità, i suoi raggi diretti non arrivano a penetrare nelle finestre delle camere dove riposano il settimo barone di Roccapendente, i suoi familiari e i suoi (solitamente molti) ospiti, che così possono tranquillamente dormire fino a tardi.

Luca Mercalli – Prepariamoci – Chiarelettere

Caro Sindaco, abbiamo oggi una Terra con sette miliardi di individui, dilaniati da disparità intollerabili, che con ogni loro bisogno e ogni loro scelta di consumo incidono sul clima, sull’acqua, sulla salute, sulla produzione di scorie e rifiuti di durata plurimillenaria, sulla disponibilità di cibo e materie prime, per se stessi e per tutte le generazioni future. Abbiamo una tecnologia che non è mai stata così potente, ma è un arma a doppio taglio. Abbiamo un mondo estremamente complesso, ma pure fragile. Abbiamo un’economia basata su un’impossibile crescita infinita, alla quale però obbediamo stoltamente come a una religione. Abbiamo religioni e ideologie antiche, totalmente inadeguate a gestire questo rapido cambiamento epocale.

Andrea Camilleri – Privo di titolo – Sellerio Editore Palermo

Verso la metà d’aprile del 1941, il professore di cultura militare del ginnasio-liceo “Empedocle” di Giurgenti, avvocato Francesco Mormino, principiò, previa autorizzazione del signor preside s’intende, a firriare classi classi per spiegare a noi alunni (io allora andavo in prima liceo), il comu e il pirchì della grande adunata giovanilfascista che si sarebbe svolta a Caltanissetta il 21 di quello stesso mese. E correva voce che a quell’adunata avrebbero partecipato macari avanguardisti e giovani italiane di tutte le altre province siciliane.