Quando cominci a ciondolarti sulle gambe, quando ti accendi un’altra sigaretta per far passare altri cinque minuti anche se hai la gola che ti brucia e la bocca talmente impastata da credere di aver mangiato un copertone, così anche gli altri se ne accendono una e si sta lì ancora un po’, insomma quando è così è veramente ora di andare a letto.
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Andrea Camilleri – La caccia al tesoro – Sellerio Editore Palermo
Che Gregorio Palmisano e so’ soro Caterina erano pirsone chiesastre fin dalla prima gioventu’, era cosa cognita in tutto il pai’si. Non si pirdivano ‘na funzioni matutina o sirali, ‘na santa missa, un vespiro, e certi volte annavano in chiesa macari senza un pirchi’, sulo che ne avivano gana. Il liggero profumo di ‘ncenso che stagnava nell’aria doppo la missa e l’aduri della cira delle cannile era per i Palmisano meglio del sciauro del ragu’ per uno che non mangiava da deci jorni.
Andrea Camilleri – La concessione del telefono – Sellerio Editore Palermo
A Sua Eccellenza Illustrissima Vittorio Parascianno Prefetto di Montelusa Vigàta li 12 giugno 1891 Eccellenza, il sottoscritto GENUARDI Filippo, fu Giacomo Paolo e di Posacane Edelmira, nato a Vigàta (provincia di Montelusa), alli 3 del mese di settembre del 1860 e quivi residente in via dell’Unità d’Italia n. 75, di professione commerciante in legnami, desidera venire a conoscenza degli atti occorrenti per ottenere la concessione di una linea telefonica per uso privato. Gratissimo per la benigna attenzione che la V.E. vorrà dedicare alla richiesta, si professa devot.mo in fede. Genuardi Filippo
Andrea Camilleri – La danza del gabbiano – Sellerio Editore Palermo
Fu verso le cinco e mezza del matino che non ce la fici cchiù a ristarisinni corcato coll’occhi sbarracati a taliare il soffitto. Era ‘na cosa che gli era principiata con le vicchiaglie: di solito, passata la mezzanotti, si stinnicchiava a letto, liggiva ‘na mezzorata, appena che la vista accomenzava a fargli pupi pupi chiuiva il libro, astutatava la luci del commodino, pigliava la posizioni giusta, che era di corcarsi supra al scianco destro, le ghinocchia piegate, la mano dritta aperta a palmo in su supra il cuscino e la guancia appuiata alla mano, ‘nisrrava l’occhi e di colpo d’addrummisciva.
Carlo Fruttero; Franco Lucentini – La donna della domenica – Mondadori
Il martedì di giugno in cui fu assassinato, l’architetto Garrone guardò l’ora molte volte. Aveva cominciato aprendo gli occhi nell’oscurità fonda della sua camera, dove la finestra ben tappata non lasciava filtrare il minimo raggio. Mentre la sua mano, maldestra per l’impazienza, risaliva lungo le ante del cordoncino cercando l’interruttore, l’architetto era stato preso dalla paura irragionevole che fosse tardissimo, che l’ora della telefonata fosse già passata. Ma non erano ancora le nove, aveva visto con stupore; per lui, che di solito dormiva fino alle dieci e oltre, era un chiaro sintomo di nervosismo, di apprensione.
Andrea Camilleri – La forma dell’acqua – Sellerio Editore Palermo
Lume d’alba non filtrava nel cortiglio della ‘Splendor’, la società che aveva in appalto la nettezza urbana di Vigàta, una nuvolaglia bassa e densa cummigliava completamente il cielo come se fosse stato tirato un telone grigio da cornicione a cornicione, foglia non si cataminava, il vento di scirocco tardava ad arrisbigliarsi dal suo sonno piombgno, già si faticava a scangiare parole.
Georges Simenon – La fuga del signor Monde – Adelphi
Andrea Camilleri – La gita a Tindari – Sellerio Editore Palermo
Che fosse vigilante, se ne faceva capace dal fatto che la testa gli funzionava secondo logica e non seguendo l’assurdo labirinto del sogno, che sentiva il regolare sciabordìo del mare, che un venticello di prim’alba trasìva dalla finestra spalancata. Ma continuava ostinatamente a tenere gli occhi inserrati, sapeva che tutto il malumore che lo maceriava dintra sarebbe sbommicato di fora appena aperti gli occhi, facendogli fare o dire michiate delle quali doppo avrebbe dovuto pentirsi.
Andrea Vitali – La leggenda del morto contento – Garzanti
La mattina del 25 luglio 1843 si annunciò sotto un cielo sgombro della più piccola nuvola, con una luce smorta che ammazzava i colori e un’aria densa del pesante odore dell’acqua di lago quando è ferma, misto di muschi e pesci morti. Da un paio di giorni, in verità, non si levava la pur minima aria, né al mattino, quando i tivanelli esaurivano la loro breve vita prima del sorgere del sole, né alla sera, quando i montivi scendendo dalle valli, ridavano vita alle verzure. Sopra il paese s’era creata una cappa di aria spessa, come se il Padreterno vi avesse rivoltato per dispetto una tazza e l’ossigeno si stesse pian piano esaurendo.
Andrea Camilleri – La luna di carta – Sellerio Editore Palermo
La sveglia sonò, come tutte le mattine da un anno a ’sta parti, alle setti e mezza. Ma lui si era arrisbigliato una frazione di secunno prima dello squillo, era abbastato lo scatto della molla che mittiva in moto la soneria. ebbe perciò , prima di satare dal letto, il tempo di girare, l’occhi alla finestra, dalla luce accapì che la jornata s’appresentava bona, senza nuvoli. Doppo, il tempo fu appena bestevole per pripararsi il cafè, vivirisinni una cicarata, andare a fari i sò bisogni, farisi la varva e la doccia, vivirisi n’autra cicarata, addrumarisi una sicaretta, vistirisi, nisciri fora, mittirisi in machina, arrivari alle novi in commissariato: il tutto con la velocità di una comica di Ridolini i di charlot. Fino a un anno avanti, la procedura dell’arrisbigliata matutina aviva invece caminato secunno regole diverse e, soprattutto, senza affanno e senza cerrute da centometrista.
Andrea Camilleri – La moneta di Akragas – Sellerio Editore Palermo
Akragas è caduta in mano ai Cartaginesi, dopo un lungo assedio, poco prima del tramonto del giorno precedente il solstizio d’inverno. Per il nostro calcolo del tempo, nel 406 a.C. Una giornata gelida, inusuale addirittura, ma nessuno ha avvertito il freddo intenso, né i combattenti accaniti nell’ardore della battaglia né i civili arsi dalla paura. E subito dopo l’abbandono di ogni resistenza si è scatenato il saccheggio, la devastazione, la carneficina, lo scempio.
Andrea Camilleri – La mossa del cavallo – Rizzoli
«Dominivobisco.» «Etticummi spiri totò» risposero una decina di voci sperse nello scuro profondo della chiesa, rado rado punteggiato da qualche lumino e da cannìle di grasso fetente. «Itìvinni, la missa è.» Ci fu una rumorata di seggie smosse, la prima messa del matino era finita.
Andrea Camilleri – La paura di Montalbano – Mondadori
Appena arrisbigliatosi, decise di telefonare in commissariato per avvertire che quel giorno proprio non era cosa, non ce l’avrebbe fatta ad andare in ufficio, durante la nottata una botta d’influenza l’aveva assugliato di colpo come uno di quei cani che manco abbaiano e li vedi solo quando ti hanno già azzannato alla gola. Fece per susìrisi, ma si fermò a mezzo, le ossa gli dolevano, le giunture scricchiolavano, dovette ripigliare il movimento con quatèla, finalmente arrivò all’altezza del telefono, allungò il braccio e in quel preciso momento la soneria squillò.
Andrea Camilleri – La pazienza del ragno – Sellerio Editore Palermo
S’arrisbigliò di colpo, sudatizzo, col sciato grosso. Per qualichi secondo non capì indovi s’attrovava,doppo fu il respiro leggero e regolare di Livia addrummisciuta allato a lui a riportarlo alle dimensioni accanosciute e rassicuranti. Era nella sò cammara di letto a Marinella. A tirarlo fora dal sonno era stata una fitta gelida come una lama alla ferita della spalla mancina. Non ebbe bisogno di taliare il ralogio sul comodino per sapiri che erano le tri e mezza di notte, per la precisione le tri, ventisette primi e quaranta secondi.
Andrea Camilleri – La pensione Eva – Mondadori
Fu tanticchia prima dei suoi dodici anni che Nené finalmente capì quello che capitava dintra alla Pensione Eva tra i màscoli grandi che la frequentavano e le fimmine che ci abitavano.
Andrea Camilleri – La pista di sabbia – Sellerio Editore Palermo
Raprì l’occhi e di subito li richiuì. Da tempo gli accapitava ‘sta specie di rifiuto dell’arrisbiglio, che non era per prolungare qualichi sogno piacevole che oramà gli capitava di fari sempre cchiù raramenti, no, era pura e semprici gana di restare ancora tanticchia dintra al pozzo scuro, profunno e càvudo del sonno, ammucciato propio in funno in funno, indove sarebbi stato impossibile che qualichiduno l’attrovasse.
Andrea Camilleri – La presa di Macallè – Sellerio Editore Palermo
Venne arrisbigliato, a notti funna, da un gran catunio di vociate e di chianti che veniva dalla càmmara di mangiari. Ma era cosa stramma assà pirchì tanto le vociate quanto i chianti erano assufficati, squasiche chi stava facendo catunio non vulisse fari sentiri il catunio che stava facendo.
Andrea Camilleri – La prima indagine di Montalbano – Mondadori
I dù òmini che sinni stavano arriparati sutta la tettoia che era stata messa alla firmata, aspittando con santa pacienza l’arrivata della circolare notturna, macari senza acconoscersi si scangiarono un surriseddro pirchì da dintra di un grosso scatolone di cartone arrovisciato in un angolo proveniva un runfiulare accussì forte e persistente che manco una sega elettrica.
Andrea Camilleri – La rizzagliata – Sellerio Editore Palermo
“Assolutamente no!” sclamò Michele Caruso, il direttore. “Vorrei chiarirti…” insisti Alfio Smecca, redattore capo e conduttore del notiziario regionale di prima serata. “Non hai niente da chiarirmi, Alfio”. “Ma è ‘na pura e semplici notizia di cronaca, Miche! “. “Quanto sei ‘nnuccintuzzo, Alfiù! Tiè, mozzica il ditino!”. “Non capisco, Miche”. “Ma come, avrebbero mandato un avviso di garanzia al figlio dell’onorevole Caputo e tu me la chiami ‘na pura e semplici notizia di cronaca?”. “Pirchì, non lo è ‘na notizia di cronaca?”. “Certo che lo è! Ma sto sforzannomi di farti capire che non è né pura né semplici! E tu lo sai benissimo! Perciò la conclusione è che ti sei completamenti rincoglionito”. “Ti faccio notare che stai esercitando una censura assolutamente indebita. Non solo buchi una notizia, ma ci fai perdere uno scoop dato che noi siamo i primi a sapere che…”. “Ti metti a parlari in taliàno, ora? Mi voglio perdere lo scoop, va bene ? La notizia la passo, non la censuro, ma nell’ultimo notiziario”.
Andrea Camilleri – La setta degli angeli – Sellerio Editore Palermo
«Se i signori soci vogliono prestare un momento d’attenzione» fici don Liborio Spartà, presidenti del circolo «Onore & Famiglia», «vorrei aprire l’urna e procedere al conteggio delle palline».

