Philippe Daverio – Guardar lontano. Veder vicino – Rizzoli

Non c’è Giotto senza Santo Quando si parla di Giotto si rischia di cadere nei cliché più consueti della storia dell’arte: la famosa O, la pecorella dipinta da bambino e la prospettiva. Vorrei invece tentare un racconto della sua arte un po’ diverso dal solito, concedendoci di avere come guida d’eccezione il santo Francesco.

Günter Grass – Il tamburo di latta – Feltrinelli

E va bene: sono recluso in una casa di salute, il mio infermiere mi osserva, quasi non mi stacca l’occhio di dosso; difatti c’è uno spioncino nella porta, e il mio infermiere ha l’occhio di quel bruno che di scrutare me, l’occhioazzurro, è incapace.

Andrea Camilleri – Inseguendo un’ombra – Sellerio Editore Palermo

Dal grande tavolo al centro dello stanzone, tavolo di legno nero e massiccio ma oramai quasi avvallato al centro per il peso di enormi libri dalle rilegature unte e sfasciate per il troppo uso e di grandi candelabri dalle molteplici braccia, Nissim prende e solleva in alto con un gesto quasi ieratico un’elegante, piccola ampolla piena di un torbido liquido giallastro, tappata con un pezzetto di pala di ficodindia, e poi la depone con cautela tra le mani a coppa di suo figlio Samuel. Nissim ha la faccia solenne, quella che assume quando celebra i riti.