Roddy Doyle – Paddy Clarke Ah Ah Ah! – Guanda

Venivamo giù per la nostra strada. Kevin si fermò a un cancello e col bastone gli mollò un colpo. Era il cancello della signora Quigley; quella stava sempre alla finestra ma non faceva mai niente. «Quigley!» «Quigley!» «Quigley Quigley Quigley!» Liam e Aidan svoltarono per il viottolo di casa loro. Noi non dicemmo una parola; loro neanche. Liam e Adam non avevano la mamma. La signora O’Connell, così si chiamava, era morta. «Sarebbe forte, no?» dissi io. «Sì», disse Kevin. «Fortissimo.»

Roddy Doyle – Dentro la foresta – Tea

I due ragazzi guardarono gli occhi del cane. «Di che colore sono?» chiese Johnny. «Non lo so» disse Tom. I ragazzi non avevano mai visto niente che assomigliasse a quegli occhi. Non esisteva un nome per quel colore. «Azzurri?» fece Tom. «No» rispose Johnny. «Turchesi?» «No, non esattamente.»

Roddy Doyle – Irlandese al 57% – Guanda

Larry Linnane era molto contento di avere delle figlie. Si divertiva un mondo insieme a loro, se la spassavano. Il secondogenito era un maschio, e anche quello gli piaceva: avere un figlio e portarlo alle partite di pallone, prima con gli Under 7, poi con gli Under 8, gli Under 9 e così via, fino a quando Laurence, il figlio, gli aveva detto che forse avrebbe giocato meglio se lui fosse rimasto a casa

Roddy Doyle – La donna che sbatteva nelle porte – Guanda

Me lo disse un poliziotto che venne a bussare alla porta. Non era uno dei soliti, uno di quelli che avevo già visto altre volte. Era solo un ragazzo, magro e con un sacco di brufoletti rossi sul collo. «La signora Spencer?» Poteva avere al massimo vent’anni, non di più. Aveva un’aria infelice. «La signora Spencer?»