Claudio Magris – Microcosmi – CDE

Le maschere stanno in alto, sopra il bancone di legno nero intarsiato, che proviene dalla rinomata falegnameria Cante – rinomata almeno un tempo, ma al Caffè San Marco le insegne onorate e la fama durano un po’ di più; anche quella di chi, quale unico titolo per essere ricordato, può accampare soltanto – ma non è poco – il fatto di aver passato degli anni a quei tavolini di marmo dalla gamba di ghisa, che finisce in un piedestallo poggiato su zampe di leone, e di aver detto ogni tanto la sua sulla giusta pressione della birra e sull’universo.

Francesco Guccini – La legge del bar e altre comiche – Panini Franco Cosimo

Mi fanno ridere quelli che, per giocare a carte, si ritirano nei silenziosi anfratti di un Circolo del Bridge e cose consimili, là dove i tavoli verdi sono davvero verdi, i portacenere servono solo per mettere la cenere, si sussurra di quattro fiori e tre picche e i camerieri (di nome Ambrogio od Onofrio) scivolano via come pattinando sul ghiaccio reggendo vassoi colmi di flute di champagne o di cocktail dai nomi esotici.