Georges Simenon – Il gatto – Adelphi

Aveva lasciato andare il giornale, che prima gli si era aperto sulle ginocchia e poi era scivolato lentamente fino al parquet lucido di cera. Non fosse stato per la sottile fessura che di tanto in tanto gli si disegnava fra le palpebre, si sarebbe detto che dormiva.

Marco Missiroli – Il senso dell’elefante – Mondadori Direct

C’era un uomo, all’uomo in questione andava così così, c’era il diluvio universale e lui stava sul tetto di casa per non affogare, chiede a Dio con tutta la sua fede di essere salvato e nel suo cuore sa che Dio lo salverà. Arriva un’imbarcazione, l’uomo la rifiuta perché è sicurissimo che verra il Signore a salvarlo per cui dice no grazie, nel mentre l’acqua cresce, arriva un’altra imbarcazione ma lui aspetta Dio. Intanto l’acqua gli sale al collo, passa una terza imbarcazione, no grazie. Allora affoga. Quando in paradiso vede finalmente il Signore gli dice: tu avevi promesso di salvarmi! Dio lo guarda, senti un po’ ti ho mandato tre barche, sa vot adés?

Thaddeus E. Carhart – La bottega del pianoforte – Ponte alle Grazie

In una stradia del quartiere di Parigi in cui vivo c’è una bottega con una semplice scritta sulla vetrina: «Desforges Pianos: outillage, fournitures». Al suo interno, su una piccola mensa coperta di feltro rosso, sono esposti gli arnesi per riparare pianoforti: chiavi, caviglie, corde, parecchi campioni di feltro e vari componenti provenienti dalle viscere di un piano.

Georges Simenon – La pazza di Itteville – Adelphi

Cinquanta chilometri in piena notte, sotto una pioggia battente, senza riuscire a vedere nient’altro che l’alone sfocato dei fari. Tutto sommato, più che ridicoli dovevamo essere patetici, con il motore che ansimava, la 5 CV che traballava sulle ruote deformate, e il vento che tentava di strapparci la capote.