La formula non si trova tale e quale nella Bibbia, ma è implicita in un’immagine particolarmente suggestiva, usata da Pietro nella sua Prima lettera: Ho kryptòs tés kardìas ànthropos (1Pt 3,4), un hàpax in tutta la Bibbia, letteralmente: “L’uomo nascosto del cuore”.
Ho sempre invidiato la capacità di dimenticare che possiedono alcune persone per le quali il passato è come un cambio di stagione, o come un paio di scarpe vecchie che basta condannare in fondo a un armadio perché siano incapaci di ripercorrere i passi perduti.
Sole, grande astro orientale, berretto d’oro della mente,
che amo portare di traverso, ho voglia di giocare,
perché gioiscano i cuori finché siamo entrambi vivi.
Questa storia comincia tanti, ma tanti anni fa, quando un piccolo seme alato si staccò da una pigna sospesa su un ramo e, dopo aver volteggiato per un po’ nell’aria, planò nel bel mezzo di una grande radura.
La prima annotazione è che con questo termine «esercizi spirituali» si intende ogni modo di esaminare la coscienza, meditare, contemplare, pregare vocalmente e mentalmente, e altre attività spirituali, come si dirà più avanti.
Apprendere l’ebraico biblico equivale a possedere una chiave preziosa per accedere al significato delle pagine dell’Antico Testamento, al messaggio racchiuso in alcune espressioni, al senso vivo del testo che una traduzione rischia sempre di sfuocare o sbiadire.