Philip Pullman – La belle sauvage – Salani

Tre miglia a nord del Tamigi, nel centro di Oxford, a una certa distanza da dove il Jordan, il Gabriel, il Balliol e altre due dozzine di grandi college si contendevano la supremazia nelle gare di canottaggio, laggiù dove la città non era solo un mucchio lontano di torri e di guglie oltre le brumose piane di Port Meadow, si ergeva il convento di Godstow, dove monache gentili si occupavano delle loro sacre faccende; e, sulla sponda opposta, c’era la locanda chiamata The Trout.

Philip Pullman – Il cannocchiale d’Ambra – Salani

In una valle ombreggiata ricoperta di rododendri, vicina al fronte della neve, dove scorreva un ruscello latteo d’acqua di disgelo e dove colombi e fanelli svolazzavano fra pini immensi, c’era una grotta seminascosta dalle rocce strapiombanti e dal fitto fogliame.

Franco Montanari – Introduzione a Omero – con un’appendice su Esiodo – Edizioni di storia e letteratura

‘Epica’ è precisamente un termine derivato dal greco antico, che si riallaccia al sostantivo epos (ἔπος), che significa parola e verso, e indica quindi il verso per eccellenza per antichità, diffusione e autorità, cioè l’esametro epico: di conseguenza soprattutto al plurale epe (ἔπη) = versi epici, poema epico; e anche nelle lingue moderne l’uso di ‘epos’ per dire poema o genere epico; e inoltre il termine ‘epopea’, dal greco ἐποποιία = composizione di versi epici, poema epico.

Antonio Manzini – Sotto mentite spoglie – Sellerio Editore Palermo

Ad Aosta proprio sotto le festività era esplosa l’ennesima moda importata e di cui, secondo il vicequestore Schiavone, si poteva in tutta tranquillità fare a meno: i canti natalizi eseguiti da cori eterogenei di anziani sgretolati, bambini, adolescenti brufolosi, donne dimenticate dal tempo, uomini senza più scopi, tutti armati di candele e di una campanella per avvertire l’inizio del solenne concerto.