Robert A. Heinlein – Straniero in terra straniera – Fanucci

C’era una volta, quando il mondo era giovane, un marziano di nome Valentine Michael Smith. I componenti della prima spedizione umana su Marte erano stati selezionati in base al postulato che il più grande pericolo che l’uomo potesse incontrare nello spazio fosse l’uomo stesso. A quei tempi, a solo otto anni terrestri dalla fondazione della prima colonia terrestre sulla Luna, qualsiasi viaggio interplanetario compiuto da esseri umani doveva essere effettuato necessariamente attraverso pericolose orbite semielleittiche a doppia tangente in caduta libera.