Dopo le pungenti gelate che avevano prolungato l’inverno fino ad aprile inoltrato mantenendo uno strato di neve e ghiaccio su campi, strade e fiumi, arrivarono le piogge.
Benjamin Lerner, un soldato alto e ben piantato con una cicatrice che correva irregolare dal sopracciglio alla tempia, ed equipaggiato di tutto punto da fante dell’esercito imperiale russo, camminava svelto per le strade di Varsavia, diretto al ponte Praga.
S’attrovava in una radura davanti a un boschetto di castagni, il tirreno era tutto cummigliato da ‘na specialità di margherite russe e gialle che lui non aviva veduto mai ma dalle quali nisciva fora un profumo che ‘mbarsamava l’aria.
A luglio mio padre partiva per la cura delle acque e mi lasciava con mia madre e mio fratello maggiore in pasto alle giornate estive arroventate e abbacinanti.
Il suo vero nome era Yermiahu Eliezer Holtzman, ma dalle parti di via Krochmalna, dove non si aveva pazienza per i nomi troppo lunghi, lo chiamavano Yarme, e ci aggiungevano «Spino».
Fabian Reitzess sporge la testa dal piumone multicolore, tira fuori un braccio e solleva le stecche delle tende alla veneziana, così che la luce verdastra del mattino si riversi all’interno e si posi sulla biancheria del letto.
Il cervello umano è davvero astuto, ed è incredibile la sua capacità di trattenere e serbare come tesori eventi del tutto insignificanti e di scartare deliberatamente cose importanti che preferisce dimenticare.
I Karnowski della Grande Polonia erano noti per il loro carattere testardo e provocatore, ma allo stesso tempo stimati per la vasta erudizione e l’intelligenza penetrante.
Sulle strade polverose che dalla Slesia e dalla Sassonia, attraverso cittadine e villaggi devastati dalle guerre napoleoniche, entravano in Polonia, passavano lunghe processioni di carri e barrocci carichi di uomini, di donne, di bambini e di masserizie.