Giulia Giovani – Vivaldi – Repubblica

Fiero, arrogante, sospettoso, ribelle, ma anche in grado di incantare il pubblico di ogni generazione con una musica ricca, piena di movimento, talvolta eccentrica ed esagerata, ma nello stesso tempo accessibile, spontanea e coinvolgente.

Giacomo Franchi – Debussy – Repubblica

«Il tempo di Debussy», ha detto il direttore d’orchestra Pierre Boulez, «è anche quello di Cézanne e di Mallarmé: quest’albero a triplo tronco può rappresentare l’albero della libertà dell’arte moderna».

Alessandro Restelli – Beethoven – Repubblica

«La musica è il vincolo che unisce la vita dello spirito alla vita dei sensi, ed è l’unico immateriale accesso al mondo superiore della conoscenza. Nella musica l’uomo vive, pensa e crea». Nessuno, se non lo stesso Beethoven, avrebbe potuto interpretare meglio il significato della sua musica.

Nicola Cattò – Verdi – Repubblica

«È una perla d’onest’uomo, capisce e sente ogni delicato, ed elevato sentimento, con tutto ciò questo brigante si permette d’essere, non dirò ateo, ma certo poco credente, e ciò con una ostentazione ed un calma da bastonarlo».

Edward Osborne Wilson – Le origini profonde delle società umane – Raffaello Cortina Editore

La chiave per comprendere come l’umanità possa esistere da così tanto tempo possiamo trovarla acquisendo una conoscenza completa ed esatta di noi stessi, non limitandoci dunque a considerare gli ultimi tremila anni della storia scritta, e neppure ampliando la ricerca fino a diecimila anni fa quando ebbe inizio la civiltà con la rivoluzione del Neolitico, ma spingendoci ancora più indietro, fino a duecentomila anni fa, proprio quando Homo Sapiens si distinse tra le altre specie.

Simone Ciolfi – Mozart – Repubblica

«Non so scrivere poeticamente; non sono un poeta. Non so mettere insieme le parole in maniera così artistica da far loro riflettere l’ombra e la luce; non sono un pittore. Non so neppure esprimere i miei sentimenti e i miei pensieri attraverso gesti e pantomime; non sono un danzatore. Ma posso fare tutto questo attraverso la musica». Così scriveva Wolfgang Amadeus Mozart in una lettera al padre l’8 novembre 1777.

Nicoletta Celli – Thailandia – National Geographic

Tra tutti i paesi dell’Asia sudorientale, la Thailandia è quello dalla storia culturale più articolata, contraddistinta da differenti eredità culturali lasciate dai numerosi protagonisti – Mon, Khmer e Tai – che si sono sedimentate, sovrapposte, e infine coniugate in quella combinazione originale e composita che sono l’arte e la cultura “thailandesi”.