Immaginiamo di costruire da zero una discoteca: per carità, non una discoteca che raccolga i documenti sonori di tutte le culture e tutte le tradizioni, come quelle che vanno crescendo in benemeriti istituti pubblici; no, no, una discoteca privata, a misura domestica, diciamo qualche centinaio di pezzi scelti in tutta la musica classica antica e moderna con il solo criterio del valore; 200 «immortali» chiusi nei loro cofanetti, e registrati nelle esecuzioni che fanno più onore a quella loro bella immortalità.
