Alla prima duminica del misi di fivraro del primo anno che il seculo novo era ancora un agniddruzzo che non arrinisciva a tinirisi addritta supra alle so gamme, capitò che le dù campani della chiesa matrici si misiro a sonari alla dispirata che manco erano le quattro del matino. In paìsi c’erano i borgisi che avivano i ralogi ‘n casa e che comunqui avivano i palazza ‘n centro e accussì potivano sintiri il ralogio del municipio che a ogni quarto d’ura scassava i cabasisi e po’ c’erano i minatori, i viddrani, i jornatanti, i carritteri, i morti di fami che il ralogio non l’avivano, che bitavano squasi ‘n campagna, ma che l’ora del jorno o della notti l’accapivano lo stisso, anzi meglio del ralogio, col camino del soli o delle stiddre.
